Ci sono cose che non cambiano. Non serviva la crisi da Covid 19 per accendere nel nostro cuore la passione per l` eterna bellezza di Roma. Ora però che siamo stati privati delle sue piazze, delle sue strade e dei suoi monumenti intramontabili, ci appare ancora più bella. Ci accorgiamo all’improvviso che tutto ciò che é bello, é bello perché lo riscopriamo ogni qual volta che lo guardiamo. Tralasciando il pur vero luogo comune, che non si finisce mai di conoscere Roma, perché in ogni angolo puoi inciampare in una testimonianza stratificata ed evoluta nei secoli, non vi é mai capitato di vedere intensamente uno scorcio e domandarvi con stupore, come sia possibile non averlo mai visto così, quando invece lo avete guardato tante volte?

La cupola di San Pietro al tramonto per esempio se vogliamo citare una delle immagini più inflazionate. Senza voler entrare nei dettagli della differenza tra vedere e guardare, adesso che vedi Roma solo attraverso i ricordi composti di immagini, di suoni e di odori comprendi che la bellezza é simile all` amore. Ogni incontro di fa riscoprire ciò che ami, ogni volta é sempre la prima volta. L` amore per Roma non fa certo eccezione. La sua bellezza é fatta di magia, di mille contraddizioni e di mille sorprese, di millenni di storia e di storie che si intrecciano, di grandezza, visione, ma anche di quel troppo, quel chiasso del fasto ostentato, quella propaganda scusate l’irriverenza di chi si é immortalato usando il genio dell’arte per lasciare il suo segno. La cosa meravigliosa é che oggi é rimasta la maestosità dei monumenti a formare lo scenografico palcoscenico urbano, intramontabile segno di una bellezza propria a Roma, come se la città avesse generate le sue opere e non il volere dei suoi committenti. Di loro rimangono nomi, stemmi, date incise nella pietra che richiamano qua e la tua attenzione, ma per paradosso quella bellezza attraverso la quale desideravano immortalarsi gli ha rubato prepotentemente la scena prendendo vita propria. Non serve privarsi di qualcosa che ami, per comprenderne il valore. Quando accade però ti accorgi, che é il vissuto a formarlo, quella somma di attimi sfuggenti, di riflessioni e di emozioni, che ne formano il volto. Possiamo usare un’immagine semplice, Roma é la storia che abbiamo vissuto con e attraverso la città, ogni pensiero é come una cartolina inviata. Ci sono cose che non cambiano mai, ma che si evolvono e si arricchiscono proprio perché le ricerchiamo sempre e continueranno a parlarci, anche quando siamo lontani.

Cristina Eidel

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